La fibra torna pisana: Devitalia alla guida della rete Agestel
L’infrastruttura digitale come motore per la smart city e nuovi posti di lavoro
Pisa – La principale rete digitale in fibra ottica a banda ultralarga della città torna sotto il controllo di un soggetto imprenditoriale radicato sul territorio. L’operazione è stata realizzata dal gruppo Devitalia, segnando un passaggio strategico per lo sviluppo delle telecomunicazioni nell’area pisana e per l’evoluzione della città verso un modello di smart city.
Devitalia è operatore di telecomunicazioni con sede nel territorio pisano e attivo dal 1997, protagonista nella gestione e nello sviluppo della rete. L’azienda progetta e realizza soluzioni di networking e servizi ICT su scala nazionale, gestendo infrastrutture proprietarie in fibra e wireless, data center e servizi avanzati per imprese e pubbliche amministrazioni, con una forte attenzione al territorio.
Dall’acquisizione nasce Agestel Reti Srl, con Fabio Calabrese amministratore unico, con il compito di valorizzare ed espandere un’infrastruttura strategica per il futuro digitale del territorio.
«Questa operazione – ha dichiarato Calabrese – rappresenta un passaggio fondamentale per il nostro gruppo e per il territorio pisano. Riportare questa infrastruttura sotto il controllo locale significa svilupparla con maggiore attenzione alle esigenze di città, imprese e istituzioni. Il nostro obiettivo è renderla sempre più capillare, performante e aperta».
Elemento centrale è il ritorno “in mani pisane” di una rete fondamentale, vero e proprio cuore digitale della città, che potrà ora essere sviluppata con una visione orientata alle esigenze locali, a beneficio di cittadini, imprese e istituzioni. La rete Agestel rappresenta una dorsale essenziale per la connettività dell’area metropolitana di Pisa e già oggi serve infrastrutture e realtà strategiche come il Nuovo Ospedale, l’Aeroporto, le principali pubbliche amministrazioni e il sistema universitario, incluse la Scuola Normale Superiore e la Scuola Sant’Anna.
Dal punto di vista infrastrutturale, la rete conta circa 100 chilometri di tubazioni e oltre 3.000 chilometri di fibra ottica di proprietà, già posata e a disposizione, con un potenziale futuro di più di 10mila km di nuova stesura. È stata realizzata con tecnologie diverse – dallo scavo tradizionale alla minitrincea, fino alla trivellazione orizzontale – per adattarsi al contesto urbano e garantire efficienza e affidabilità. Si tratta di una rete aperta e flessibile, in grado di supportare diversi standard trasmissivi e tecnologie di accesso, configurandosi come una piattaforma abilitante per servizi digitali avanzati.
L’operazione assume un valore strategico per lo sviluppo della smart city. Una rete capillare e ad alte prestazioni consente infatti di raccogliere, trasmettere ed elaborare grandi quantità di dati in tempo reale, abilitando soluzioni basate su Internet of Things, intelligenza artificiale e analisi avanzata. Questo si traduce nella possibilità di migliorare servizi urbani come traffico e trasporti pubblici, consumi energetici, illuminazione, sicurezza e gestione dei rifiuti.
Con questa acquisizione, Devitalia rafforza il proprio ruolo nel settore delle telecomunicazioni, diventando un operatore “carrier wholesale” e mettendo a disposizione di istituzioni e imprese una rete capillare e affidabile, con benefici in termini di continuità operativa, rapidità di connessione e sviluppo di servizi digitali avanzati. L’impatto sarà rilevante anche sul piano economico e occupazionale: lo sviluppo della rete e dei servizi digitali favorirà nuove opportunità di lavoro, sia nel settore ICT sia nei comparti legati all’innovazione e alla trasformazione digitale. La crescita di un ecosistema smart rappresenta un volano per attrarre investimenti, competenze e nuove professionalità. «Il futuro della città passa da una rete capillare, aperta e in continua evoluzione, capace di sostenere innovazione, ricerca, servizi e qualità della vita. Investire in un’infrastruttura di questo tipo significa creare le condizioni per uno sviluppo duraturo e nuove opportunità occupazionali», ha concluso Calabrese.
